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    home > Mostre BRIC-à-brac | The Jumble of Growth |





    Dal 16 Luglio 2018 al 14 Ottobre 2018 Roma Luogo: Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Curatori: Huang Du, Gerardo Mosquera Costo del biglietto: intero € 10, ridotto € 5 Telefono per informazioni: +39 06 3229 8221 E-Mail info: ga



    La mostra esplora il processo delle trasformazioni economiche, sociali e culturali globali innescato dal boom delle economie di mercato emergenti analizzando i vari modi in cui l’arte ha partecipato ad alcune di queste transizioni o ha reagito a esse, nonché i loro effetti sulla cultura, la società e l’individuo. Il titolo della mostra è la prima chiave interpretativa: multilingue e tripartito, analizza e cerca di tradurre il contesto contradditorio in cui viviamo. Giocando sull’espressione francese “bric-à-brac”, accostamento eterogeneo e disordinato di piccoli elementi decorativi, il progetto espositivo mette a fuoco la crescita caotica e conflittuale - “The Jumble of Growth” - dei Paesi dalle economie emergenti, in particolare quella dei Paesi BRIC (Brasile, Russia, India, Cina e ora anche Sudafrica), l’acronimo coniato nel 2001 dall’economista Jim O’Neill. L’obiettivo è quello di esplorare l’espressione artistica di diversi modelli di sviluppo economico attraverso opere che riflettono le conseguenze sociali e individuali del progresso, visto in particolare con la lente della globalizzazione. La complessità dei fenomeni socioeconomici invita a riflettere sullo stato attuale del pianeta e sull’alternativa, come indica il titolo cinese “另一种选择”, che i paesi con un forte sviluppo economico, bilanciando in parte gli equilibri di potere del pianeta, rappresentano oggi su scala globale. Il lavoro di questi artisti esamina le varie forme in cui l’arte prende parte o reagisce alle trasformazioni che la globalizzazione trascina vorticosamente con sé. Il loro sguardo introspettivo è orientato alle questioni che la complessità della nostra epoca solleva, ai contrasti vibranti e agli elementi sorprendenti, ma anche all’eredità della tradizione sullo sfondo, per restituire risposte dal taglio critico e provocatorio. Una cinquantina di opere realizzate da 34 artisti che hanno scelto di dare voce alla propria intuizione del mondo e della società attraverso nuovi linguaggi: sono quindi presenti video e installazioni, accanto alla fotografia e alla sperimentazione con materiali insoliti. Artisti provenienti dalla Cina e dai paesi cosiddetti BRICS sono in dialogo con altri di diverse provenienze internazionali. La realtà globalizzata e post-industriale che caratterizza la Cina e gli altri paesi ad economia in rapido sviluppo è lo spazio in cui la cultura e l’espressione artistica stanno oggi dando voce al proprio post-moderno. Gli artisti: Wim Delvoye (Belgio); Anna Maria Maiolino, Cinthia Marcelle (Brasile); Wang Guofeng, Wang Guangyi, Ni Haifeng, Wang Lijun, Tian Longyu, Lei Lu, Weng Fen, Gao Weigang, Yang Xinguang, Lu Zhengyuan, Du Zhenjun (Cina); Young-Hae Chang Heavy Industries (Corea del Sud); Wilfredo Prieto (Cuba); Shilpa Gupta (India); Jamal Penjweny (Kurdistan, Iraq); Carla Accardi, Enzo Cucchi, Francesco Clemente, Mimmo Rotella (Italia); Damián Ortega (Messico); Mounir Fatmi (Marocco); Donna Conlon/Jonathan Harker (Panama); Jirì Kolár (Repubblica Ceca); AES+F (Russia); Cristina Lucas, Fernando Sánchez Castillo (Spagna); Kendell Geers (Sudafrica); Thomas Hirschhorn (Svizzera). I curatori: Huang Du (Lintong, 1965) vive e lavora a Pechino come curatore e critico d’arte. Editore per Avant-garde Today e per Meishu Fine Arts dal 1988 al 2001, ha pubblicato numerosi articoli di critica e saggi sull’arte contemporanea per riviste e cataloghi a livello internazionale. Nel 1997 ha ricevuto il Premio d’arte della Galleria Lenbachhaus di Monaco di Baviera. Come oratore e membro della giuria, è invitato a partecipare a numerosi simposi artistici internazionali e premi d’arte tra cui il Chinese Contemporary Art Award, il Credit Suisse Today Art Award (2010-2012) e Nissan Art Award (2013). È stato consulente artistico con Hans Ulrich Obrist per la Triennale Echigo-Tsumari nel 2012. I suoi principali progetti curatoriali includono: Open Your Mouth, Close Your Eyes: Beijing-Berlin Art Communication di Pechino (1995), di cui è co-curatore; Space and Vision: The Impression of Transmuting Daily Lives a Pechino (1998); curatore per il padiglione cinese della 1a Biennale Internazionale di Melbourne (1999); Post Material: Interpretations of Everyday Life di Contemporary Chinese Artists, Pechino (2000); Making China, New York (2002); co-curatore della 2a Biennale Internazionale Media Art di Seoul (2002); assistente curatore del padiglione cinese della 50a Biennale di Venezia (2003); curatore del padiglione cinese della 26a Biennale Internazionale di San Paolo (2004); curatore della mostra Jannis Kounellis: translating China (2011); co-curatore per la mostra BRIC-à-brac | The Jumble of Growth | 另 一种选择 del Today Art Museum di Pechino, nel 2016, insieme a Gerardo Mosquera. Gerardo Mosquera (Havana, 1945) è uno storico dell’arte, critico e curatore indipendente, oltre che autore di numerosissime pubblicazioni, e vive attualmente tra L’Avana e Madrid. È stato uno dei fondatori della Biennale di Havana nel 1984, istituzione di cui è stato membro all’interno del team di curatori fino al 1989. Dopo questa esperienza, che lo vede tra i principali promotori dell’arte contemporanea cubana, porta avanti un’intensa attività a livello internazionale, come oratore e in qualità di curatore e critico, che lo porta ad essere presente in più di 80 paesi nel mondo. Dopo aver preso parte come co-couratore di Ante América tra il 1992 e il 1994, dal 1995 al 2009 lavora come curatore per le mostre del New Museum of Contemporary Art di New York; da allora, è tutt’oggi advisor presso la Rijksakademie van Beeldende Kusten di Amsterdam e per varie istituzioni artistiche e prestigiose riviste internazionali. È stato direttore artistico di PHotoSpain a Madrid dal 2011 al 2013. Ha pubblicato testi teorici e critici sull’arte contemporanea. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Beyond the Fantastic (1995), Over Here: International Perspectives on Art and Culture (2005), Copying Eden: Recent Art from Chile (2007); è autore di oltre 600 articoli su riviste specializzate quali Art in America, Art Criticism, Art Journal, Art Nexus,Kunstforum, Neue Bildende Kunst, Oxford Art Journal, Parkett e molte altre testate internazionali. Tra le esposizioni da lui curate, ricordiamo Wilfredo Lam, alla 27a Biennale Internazionale di San Paolo, Brasile (1996); No es sólo lo que ves. Pervirtiendo el minimalismo al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid (2000); la Biennale Internazionale di Liverpool del 2010, Lost in Landscape al MART di Rovereto (2014); co-curatore per la mostraArtificial Amsterdam al De Appel Arts Center di Amsterdam (2013) e per la mostra BRIC-à-brac | The Jumble of Growth | 另一种选择 al Today Art Museum di Pechino, insieme a Huang Du (2016); è stato, inoltre, curatore della 4a Poly/Graphic Triennial di San Juan, Portorico (2015-2016).

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